Si è appena concluso un laboratorio ad alto tasso di creatività che ha impegnato la 1^A del liceo scientifico: “Stop motion”. Qualche riferimento: chi non conosce l’esilarante Shaun the sheep o La sposa cadavere oppure, per i più raffinati, il Viaggio sulla luna di Méliès? Sono solo alcuni esempi di una tecnica di ripresa che nasce nei lontani primi anni del Novecento, spingendosi fino ai giorni nostri, con esiti tutt’altro che banali, anche in ambito pubblicitario.

La stop motion richiede al videomaker pazienza e precisione per la realizzazione di diverse fotografie, che solo in un secondo momento verranno montate per creare il cortometraggio. In ognuno di questi fotogrammi in sequenza, il movimento degli oggetti e dei personaggi immortalati è minimo. Vengono infatti simulati, in ogni scatto, i singoli, esigui e spesso impercettibili spostamenti dell’oggetto in moto, o quelli della persona intenta a compiere un’azione. E di pazienza ne hanno avuta davvero tanta gli studenti della 1^ALS, prima nell’ideare degli storyboard originali su un tema scientifico, poi nel realizzare manualmente i personaggi, gli oggetti, gli sfondi delle loro storie, infine nel riprendere le scene.

A guidarli, tra Newton, buchi neri ed esplosioni nucleari, c’è stato Giovanni Sgrò, laureando in ingegneria che si occupa di animazione e videomaking in diverse collaborazioni con il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine. Il CEC ha permesso la realizzazione del progetto, che rientra nella più ampia cornice del Piccolo Festival dell’Animazione, giunto ormai alla sua dodicesima edizione. L’evento è curato dall’associazione Vivacomix, che, tra le altre attività, promuove il linguaggio del fumetto e dell’animazione nelle scuole.

I video degli studenti del Paschini Linussio parteciperanno al Piccolo Festival dell’Animazione gareggiando con quelli di altri istituti friulani che hanno aderito al progetto.