Il 5 dicembre le classi 4A e B del Liceo delle Scienze Umane sono andate in visita alla mostra, a Palazzo Frisacco, intitolata “Le immagini della fantasia” giunta ormai alla sua quarantesima edizione. Ricordi e sogni, silenzio e musica, poesia e gioco sono parole che seguono il percorso della mostra strettamente connesse con altre due parole : illustrazione e arte.

All’interno della mostra, abbiamo incontrato la nostra guida: la bravissima Federica D’Orazio, che ci ha accompagnati alla scoperta dei tesori grafici della mostra e ci ha introdotti alla comprensione dei delicati temi che vengono affrontati da questi artisti, spesso sottovalutati, perché considerati adatti solo ad un pubblico di bambini piccoli.

Tra gli autori che ci hanno colpito maggiormente e che sono presenti alla mostra ricordiamo Stepàn Zavrel che ha illustrato un libro immaginando Venezia sommersa dal mare.

In Un sogno a Venezia, la parte grafica è molto accattivante, unica nel suo genere. Il disegnatore ha infatti creato figure ondulate che rimandano alle onde e al mare. Inoltre i colori utilizzati sono una sinfonia di azzurri, verdi che richiamano al colore dell’acqua e che sfumano nell’oro e nel giallo, usati per rappresentare la basilica di San Marco. Il libro parla di com’era e di come sarà Venezia, del suo passato e del suo futuro correlando il sogno con la realtà.

La quinta sezione della mostra è dedicata all’ospite d’onore, un’ autrice che ha colpito molti di noi: Joanna Concejo che con i lavori esposti comunica la sua particolare idea di libro e di illustrazione. Il libro che ci ha folgorato è L’anima smarrita.

Se qualcuno fosse in grado di guardarci dall’alto, vedrebbe che il mondo è pieno di persone che corrono in fretta e furia. sudate e stanche morte nonché dello loro anime in ritardo, smarrite.
Abbiamo compreso che la volontà dell’autrice di rappresentare i soggetti in piccolo e in secondo piano in modo è per spingere, noi lettori ad osservare nei dettagli la vita.

Questo è fondamentale soprattutto al giorno d’oggi, tempo durante il quale dobbiamo stare attenti a qualsiasi cosa, perché bombardati da dati di tutti i tipi. Rischiamo di perdere i dettagli più intimi del nostro vivere.

Da questa “uscita”, fortemente voluta dalle prof.sse di Scienze Umane, che è stata come una boccata d’aria ci siamo portati a casa immagini, suggestioni, silenzi e interrogativi.

Perché adattarci alla mutevole velocità? Perché perderci le sfumature dei dettagli delle relazioni, delle cose? Perché non sforzarci invece di godere del dono inestimabile della vita? Spetta a noi, ora, la risposta…

Classi 4A e 4 B del Liceo di Scienze umane