La “Fotografia” per conoscere le lingue parlate dagli studenti delle classi prime

Sono appena stati divulgati i risultati della “Fotografia linguistica 2021/22”, l’indagine rivolta agli studenti delle classi prime delle scuole friulane di secondo grado curata dalla Rete “La lavagne plurilengâl” con l’intento di valorizzare il plurilinguismo e promuovere le lingue del territorio regionale. Quest’anno hanno partecipato al progetto 7 istituti superiori, per un totale di 55 classi prime. I questionari compilati sono stati in totale 967 (229 in più dello scorso anno). Le località coperte sono state, accanto a Udine, Codroipo, Gemona, San Daniele e Tolmezzo.

L’indagine è uno strumento utile agli insegnanti che lavorano nelle classi prime e un mezzo per promuovere negli studenti un atteggiamento di fiducia nei confronti di tutte le lingue da loro parlate. Il questionario è stato predisposto grazie al contributo di alcuni insegnanti della Rete e la collaborazione dei docenti dell’Università di Udine Fabiana Fusco (Docente di linguistica educativa) e Gabriele Zanello (Ricercatore in Didattica delle lingue moderne e Docente di Letteratura friulana). La piattaforma digitale è stata realizzata dal docente di informatica del nostro istituto Oscar Sangoi.

Per quanto riguarda il “Paschini-Linussio” hanno partecipato all’indagine 105 allievi (28 in meno rispetto allo scorso anno), di cui il 58% dichiara che nella propria famiglia viene parlata la lingua friulana (anche nelle varianti carniche), mentre nell’84% delle famiglie l’italiano. Le altre lingue parlate in àmbito familiare sono il tedesco, il rumeno, lo spagnolo, il polacco, l’arabo, oltre a diverse lingue regionali italiane. Il bilinguismo in famiglia è presente nel 51% dei casi, il trilinguismo nell’8%, mentre nel 41% delle famiglie si usa una sola lingua (per lo più italiano o friulano).

In linea con l’indagine degli anni precedenti, risulta che sono soprattutto i nonni a parlare in friulano ai nipoti, nel 49% dei casi (39% parla in italiano), come anche i padri tendono a parlare ai propri figli in friulano più delle madri (37% contro 32%). Rispetto ai genitori la situazione cambia di poco nella comunicazione tra gli amici: il 33% degli intervistati dichiara di parlare friulano, il 94% in italiano e il 7% in altre lingue (tedesco, inglese, …). Ancora diverso il contesto scolastico: in classe si parla per il 96% italiano e per il 28% friulano. Come nell’indagine precedente, emerge come la comunicazione allievi-docenti sia quasi esclusivamente monolingue: il friulano è parlato dal 2% degli studenti e dal 7% dei docenti. Il dato conferma la tendenza della scuola, presente non solo nel nostro istituto, a trascurare la valorizzazione delle lingue di minoranze e, più in generale, la scarsa valorizzazione del plurilinguismo nel contesto scolastico.

Di particolare interesse i risultati dell’indagine relativi al tempo libero: le lingue della comunicazione “social” sono, accanto all’italiano (98%), il friulano (14%) o l’inglese (6%), mentre quelle della TV l’inglese (12%), quasi assente, il friulano (3%), e quelle dei siti internet l’inglese (24%) e il tedesco (3%).

Per quanto riguarda l’età iniziale di apprendimento delle diverse lingue parlate, gli studenti del “Paschini-Linussio” dichiarano per il 78% di aver cominciato a parlare l’italiano entro i 3 anni, per l’11% tra i 3 e i 6 e per il 5% tra i 6 e i 9. L’inglese invece fa la sua comparsa nelle fasce di età 3-6 (30%) e 6-9 (46%). Diversa l’acquisizione del friulano, più distribuita nel tempo: il 33% afferma di averlo appreso entro i 3 anni, il 17% tra i 3 e i 6, il 15% tra i 6 e i 9, il 6% tra i 9 e i 12 anni.

[QUI] il link al report di sintesi della Fotografia linguistica 2021/22 con i dati dei 105 allievi del “Paschini-Linussio”.

[QUI] il sito internet della Rete “La lavagne plurilengâl” alla quale aderisce il nostro istituto.