«Circa 40mila persone hanno subito le deportazioni tra il 1943 e il 1945, partendo dall’Italia e approdando nei lager del Terzo Reich gestiti dalle SS»: ad essi ed in particolare a quanti furono strappati alle proprie Comunità in Carnia e nell’Alto Friuli è dedicato, in via principale, il Progetto d’Istituto “Diamo un futuro alla Memoria”, che da quest’anno rientra fra le proposte qualificanti dell’Educazione civica, così come viene articolata al “Paschini-Linussio”.

Nonostante le opportunità di incontro con esperti e testimoni e di visita diretta ai “Luoghi della Memoria” si siano rarefatte, a causa dell’emergenza sanitaria, resta varia e qualificata l’offerta di “formazione a distanza”. Fra tali proposte, si segnala il corso gratuito “Storia e memoria delle deportazioni nazifasciste”, realizzato dall’Associazione nazionale ex Deportati nei Campi nazisti, “Aned”, che è il principale partner del Progetto “Diamo un futuro alla Memoria”, particolarmente nell’organizzazione dell’annuale “Viaggio-Pellegrinaggio della Memoria”.

Il corso di 11 ore è disponibile sulla piattaforma dedicata [QUI] ed è stato realizzato da “Laboratorio Lapsus”. Le attività didattiche forniscono «gli elementi fondamentali per un’alfabetizzazione di base sulle deportazioni nazifasciste attraverso la definizione di un glossario e delle coordinate storiche essenziali per la contestualizzazione del fenomeno». Al termine della formazione, chi avrà completato il corso «sarà in grado di descrivere le caratteristiche essenziali delle deportazioni nazifasciste, problematizzare la questione dei numeri delle deportazioni, nonché individuare le continuità e le rotture relative al legame con l’oggi. Attraverso il legame tra contenuto storico e testimonianza diretta dei sopravvissuti all’esperienza dei lager, il tema sarà esplorato nella duplice dimensione logico/esplicativa e empatico/emotiva».

Il percorso didattico, articolato in 6 moduli cronologico-tematici (con videolezioni, testimonianze, bibliografie, mappe, infografiche, schede di approfondimento e test di autovalutazione) garantisce un attestato di partecipazione, che gli studenti delle Classi Quinte potranno presentare ai propri insegnanti di Storia o al Coordinatore di Classe per l’Educazione civica.