
Gli studenti delle Quarte del Liceo Scientifico hanno intrapreso un viaggio un po’ particolare. Non è un viaggio nello spazio, né nel tempo, ma nel modo stesso in cui pensiamo la realtà.
Perché la meccanica quantistica – e la computazione quantistica che da essa nasce – non sono solo teorie fisiche o tecnologie avanzate: sono nuovi modi di concepire il mondo, e quindi nuovi modi di concepire noi stessi.
L’intervento del seminario, che rientra nelle attività di FSL ex Pcto, è stato svolto dal Professor Sandro Sozzo, Filosofo della Scienza del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale (DIUM) dell’Università degli Studi di Udine.
Il Filosofo e Fisico Teorico Sandro Sozzo apre il suo seminario sottolineando come dietro ogni formula scientifica vi sia un atto di fiducia: fiducia che il mondo sia ordinato e che la matematica possa descriverlo. A partire da questa riflessione, il Prof. Sozzo ha guidato gli studenti in un percorso che ha messo in luce il legame profondo tra filosofia, fisica e tecnologia.
Nella prima parte dell’incontro è stata ripercorsa l’origine della computazione classica, a partire dalla macchina di Turing, modello teorico che ancora oggi definisce ciò che significa “calcolare”. È stato spiegato che non tutti i problemi sono uguali: alcuni possono essere risolti rapidamente, altri richiedono tempi talmente lunghi da risultare, di fatto, impraticabili.
Tra questi vi è il problema della fattorizzazione di numeri molto grandi. Questo tema non è solo matematico: i principali sistemi di crittografia che proteggono le nostre comunicazioni online e le transazioni bancarie si basano proprio sulla difficoltà, per un computer classico, di risolvere tale problema.
La riflessione si è poi spostata sulla meccanica quantistica, la teoria che descrive il comportamento delle particelle microscopiche. Il Prof. Sozzo ha illustrato alcuni aspetti che la rendono così diversa dalla fisica classica, in particolare il ruolo della misura e il fenomeno dell’entanglement. Due particelle entangled si comportano come un unico sistema, anche se
molto distanti tra loro: una caratteristica che per decenni è stata considerata quasi paradossale, ma che oggi rappresenta una risorsa preziosa.
Proprio le peculiarità della meccanica quantistica, come la sovrapposizione degli stati e l’entanglement, costituiscono il punto di partenza delle nuove discipline dell’informazione e della computazione quantistica. L’unità fondamentale dell’informazione non è più il bit classico, ma il qubit, che si comporta in modo profondamente diverso e consente modalità innovative di elaborazione dell’informazione.
Il passaggio cruciale è stato illustrato attraverso l’algoritmo di Shor, che ha mostrato come un computer quantistico possa risolvere il problema della fattorizzazione in modo molto più efficiente rispetto ai metodi classici. Questo risultato ha implicazioni enormi: se in futuro saranno disponibili computer quantistici sufficientemente potenti, molti protocolli crittografici
oggi considerati sicuri potrebbero diventare vulnerabili. La computazione quantistica non è quindi solo una prospettiva teorica, ma una possibile rivoluzione destinata a incidere sulla sicurezza informatica, sull’economia digitale e sulla vita quotidiana.
In conclusione, il seminario ha evidenziato come una ricerca nata da interrogativi filosofici sui fondamenti della meccanica quantistica abbia aperto la strada a sviluppi scientifici e tecnologici di grande impatto. Questioni considerate per lungo tempo puramente teoriche si sono rivelate il punto di partenza di una nuova fase della storia della scienza, dimostrando quanto il pensiero critico e la riflessione teorica possano influenzare concretamente il mondo in cui viviamo.


