
“Ma come distinguo un elettrone da un muone?” – “Dalla traccia nel calorimetro” – “E come decido se inserire due muoni e una coppia e+ ed e-?” – “Eh, non so, decidi tu”.
È una soleggiata giornata all’Università di Udine quando alcuni dei nostri studenti delle quarte Liceo Scientifico, accompagnati dal prof. Copetti, si trovano davanti a domande di un certo spessore. Ben maggiori, e più ricche di significato, delle particelle che dovranno analizzare. Sono alcune delle attività proposte dalla Masterclass in Fisica delle Particelle, organizzate dall’INFN di Trieste e dal Gruppo Collegato di Udine, che avevano come obiettivo quello di entrare nei tunnel del CERN a Ginevra e capire come venisse studiato il mondo microscopico.
Dopo i saluti del Magnifico Rettore dell’Università di Udine, dei delegati dei Dipartimenti, il Presidente dell’INFN di Trieste e la Direttrice del Gruppo ATLAS, i ragazzi hanno seguito due seminari che li hanno preparati al Modello Standard, ai suoi campi di applicabilità e ai suoi limiti, e alle attività di analisi dati che devono essere fatte, come in tutte le ricerche scientifiche, per cercare una nuova fisica. Gli esempi forniti dai ricercatori hanno reso più accessibili concetti complicati, riuscendo a portare su scala umana aspetti microscopici e interazioni colorate e non sempre lineari. Un coffee break intermedio ha aiutato a mantenere alta la concentrazione, senza nemmeno farsi scappare un fotone, o un gluone, a seconda dell’interazione.
Nel pomeriggio si è tenuta l’analisi dei dati provenienti dal CERN, in particolare dall’esperimento LHC: obiettivo dei gruppi, formati da due studenti, era quello di riuscire a raccogliere informazioni sui possibili decadimenti per capire quali particelle si fossero formate negli scontri protoni-protoni. Sono state, di fatto, ricreate le condizioni che nel 2012 hanno permesso alle collaborazioni ATLAS e CMS di scoprire l’inafferrabile Bosone di Higgs, erroneamente chiamato dalla stampa la particella di Dio. Uniti tutti i risultati dei gruppi, è stata elaborata una statistica che è stata inviata al CERN a Ginevra il quale, nel collegamento finale a distanza, ha confrontato tutti i dati arrivati da altre Masterclass sparse in varie città d’Europa. Questo passaggio ha voluto sottolineare l’animo delle collaborazioni, grazie alle quali si sono raggiunti grandi risultati, in virtù di un lavoro portato avanti, per mesi o anni, da migliaia di persone che si impegnano senza la certezza di un risultato finale.
E’ stata una giornata intensa che ci ha aiutato a capire cosa si studia a Ginevra e come funzioni la ricerca, in preparazione della visita d’istruzione in aprile, quando le classi quarte del Liceo Scientifico si recheranno proprio a LHC, fornendo inoltre molte informazioni utili, ma lasciando anche qualche perplessità e curiosità. E una spilla del Modello Standard.


