
Il seminario, rivolto alla classe quinta del Liceo Scientifico, ha affrontato un tema di grande attualità e profondità teorica: il rapporto tra intelligenza artificiale, linguaggio e meccanica quantistica. L’incontro ha proposto una riflessione originale su ciò che accomuna fenomeni fisici microscopici, processi cognitivi e modelli linguistici artificiali.

L’intervento, inserito nelle attività di FSL ex PCTO, è stato tenuto dal Professor Sandro Sozzo, Filosofo della Scienza del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale (DIUM) dell’Università degli Studi di Udine. Il Prof. Sozzo ha guidato gli studenti in un percorso che ha messo in dialogo scienze cognitive, fisica teorica e intelligenza artificiale, mostrando come strutture matematiche simili possano emergere in ambiti molto diversi. La prima parte del seminario ha richiamato la svolta sperimentale nelle scienze cognitive: dagli anni Cinquanta in poi, lo studio della mente si è fondato su esperimenti controllati e modelli matematici. Come il Prof. Sozzo ha spiegato, inizialmente questi modelli erano basati sulla probabilità classica, ma numerosi esperimenti hanno mostrato che il modo in cui combiniamo concetti e attribuiamo significati non sempre segue le regole classiche. Un esempio emblematico è il cosiddetto “effetto guppy”, in cui la combinazione di due concetti genera proprietà nuove non riducibili alle singole parti.

Per comprendere queste anomalie, il Prof. Sozzo ha introdotto in modo accessibile alcuni aspetti fondamentali della meccanica quantistica, come l’entanglement e l’indistinguibilità. Nella fisica quantistica, le parti di un sistema possono essere correlate in modo tale da non poter essere descritte indipendentemente. In modo sorprendente, fenomeni analoghi sembrano emergere anche quando analizziamo la combinazione di concetti nel linguaggio naturale. Una parte centrale dell’incontro è stata dedicata ai risultati sperimentali ottenuti applicando strumenti ispirati alla meccanica quantistica allo studio del linguaggio. Test cognitivi hanno mostrato che certe combinazioni concettuali violano disuguaglianze che dovrebbero valere secondo la probabilità classica, ma risultano coerenti con modelli di tipo quantistico. Inoltre, l’analisi statistica di testi letterari in diverse lingue ha evidenziato che la distribuzione delle parole segue schemi analoghi alla statistica quantistica di Bose–Einstein, e non quella classica. Ciò suggerisce che la coerenza semantica di un testo produca effetti collettivi simili a quelli osservati nei sistemi fisici microscopici. Particolarmente significativo è stato il confronto con i modelli linguistici di intelligenza artificiale, come i large language models (LLM). Test condotti su sistemi come ChatGPT e Gemini hanno mostrato che anche le loro risposte presentano strutture statistiche e correlazioni non spiegabili con modelli classici, ma compatibili con descrizioni di tipo quantistico. Persino i testi generati autonomamente dagli LLM mostrano distribuzioni di parole analoghe a quelle riscontrate nei testi umani.

In conclusione, il seminario ha proposto una prospettiva unificante: strutture matematiche nate per descrivere il mondo microscopico possono aiutare a comprendere la cognizione umana e il funzionamento dell’intelligenza artificiale. Il messaggio finale, rivolto agli studenti delle classi quinte prossimi agli studi universitari, è stato che la scienza non procede solo accumulando dati, ma cercando strutture profonde comuni a fenomeni diversi. Comprendere queste connessioni significa avvicinarsi non solo a nuove tecnologie, ma anche a una visione più ampia e integrata della realtà.

