
Secondo intervento sulla meccanica quantistica per gli studenti delle terze del liceo scientifico
Il seminario, destinato alle classi terze del Liceo Scientifico, ha affrontato un tema tanto quotidiano quanto profondo: comprendere e formalizzare l’incertezza. L’incontro ha guidato gli studenti alla scoperta del ruolo della probabilità non solo nella matematica e nella fisica, ma anche nei processi decisionali e nei meccanismi del pensiero umano.
L’intervento, inserito nelle attività di FSL ex PCTO, è stato tenuto dal Professor Sandro Sozzo, Filosofo della Scienza del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale (DIUM) dell’Università degli Studi di Udine. Il Prof. Sozzo ha proposto un percorso interdisciplinare che ha collegato la teoria della probabilità, la meccanica quantistica e le scienze cognitive, mostrando come ambiti apparentemente lontani possano condividere strutture concettuali profonde.
Nella prima parte del seminario, il Prof. Sozzo ha introdotto la nozione di probabilità nelle sue formulazioni classiche: dalla definizione legata ai giochi d’azzardo fino alla formalizzazione matematica del Novecento. È stato evidenziato come, nella fisica classica, la probabilità abbia un carattere “epistemico”, cioè dipenda dalla nostra ignoranza delle condizioni complete di un sistema: in linea di principio, conoscendo tutti i dati, il futuro sarebbe determinabile.

Il quadro cambia radicalmente con la meccanica quantistica, che introduce una forma di incertezza non dovuta a ignoranza, ma strutturale. Attraverso semplici esempi, come l’esperimento delle due fenditure, il Prof. Sozzo ha mostrato come nel mondo microscopico la probabilità non descriva solo la nostra mancanza di informazioni, ma rappresenti una caratteristica fondamentale della realtà.
La parte centrale dell’incontro è stata dedicata alle scienze cognitive. A partire dagli anni Cinquanta, lo studio sperimentale della mente ha utilizzato modelli probabilistici classici per descrivere giudizi e decisioni. Tuttavia, celebri esperimenti, come quelli di Kahneman e Tversky, hanno evidenziato discrepanze sistematiche tra le previsioni della probabilità classica e il comportamento reale delle persone, dando origine alle cosiddette fallacie cognitive, come la fallacia della congiunzione.
Il contributo innovativo presentato nel seminario consiste nell’applicazione della probabilità quantistica ai fenomeni cognitivi. Secondo questo approccio, le apparenti “irrazionalità” non sono semplici errori, ma manifestazioni di una logica diversa, in cui concetti e decisioni interagiscono tra loro in modo analogo ai fenomeni di interferenza studiati in fisica quantistica. In questo quadro, la mente non viola le regole: segue regole più generali.

In conclusione, il seminario ha mostrato come il programma di ricerca della “quantum cognition” abbia prodotto risultati significativi non solo nella comprensione dei processi decisionali, ma anche in ambiti applicativi di grande attualità. I modelli ispirati alla probabilità quantistica stanno trovando impiego nell’elaborazione del linguaggio naturale, nella linguistica computazionale e nell’intelligenza artificiale, dove è fondamentale rappresentare il contesto, l’ambiguità e l’emergenza di significati nuovi dalla combinazione di concetti.
Questa prospettiva apre scenari innovativi per le scienze cognitive e digitali, mostrando ancora una volta come idee nate in fisica teorica possano contribuire a comprendere il funzionamento della mente e a sviluppare nuove tecnologie intelligenti.

